
Simone Pagano,
redattore
Che io mi ricordi, non ho mai voluto fare il gangster. Ma ho sempre amato il cinema. Classe 1998, nato con il Grande Lebowski in sala, sono cresciuto ad Isla Nublar, per poi volare verso l’infinito e oltre sul Millennium Falcon alla ricerca del tesoro di Willie l’Orbo ma ho trovato un cadavere sui binari.
Ho poi navigato il Rio delle Amazzoni su una zattera andando incontro al colonnello Kurtz, solo per ritrovarmi a casa di Fred Madison con quattro tizi vestiti di bianco che ascoltavano Beethoven.
Con un Nodo alla Gola, sono scappato correndo per le strade di Bedford Falls e sono salito su un taxi, che mi ha portato tra le Luci della Città di una New York notturna, diretto al Copacabana, dove una donna cantava senza orchestra.
Ho mangiato un cheeseburger hawaiano accompagnato da un Vodka Martini shakerato e ho ballato con Jack ed Elwood.
Non sono andato al letto presto, ma nessuno è perfetto.
Vorrei vivere in un film di Linklater.
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