Secondo di cinque film che Yasuzo Masumura realizza insieme all’attrice Ayako Wakao, Seisaku No Tsuma (Seisaku’s Wife fuori dai confini nazionali) è uno dei prodotti più interessanti del cinema giapponese degli anni ‘60. Qui la riflessione sui costumi del Paese agli inizi del Novecento si incontra con la denuncia per il profondo militarismo che si era insinuato nella cultura giapponese alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il tutto in una cornice sentimentale particolarmente intensa, insieme affascinante e distruttiva.

Il film ha preso parte al Festival del Cinema Ritrovato di Bologna, nella sezione dedicata a pellicole “ritrovate e restaurate”.

Uno sguardo sul Giappone del XX secolo

Ambientato negli anni della guerra russo-giapponese, Seisaku’s Wife racconta la tragica storia d’amore tra Okane e Seisaku, una storia di lacrime, solitudine ed emarginazione, che colpisce forte e non lascia respiro.

A causa della povertà dei suoi genitori, la giovane Okane (Ayako Wakao) viene data in sposa (o venduta, se preferite) a un uomo, più anziano di lei ma decisamente più ricco. Okane, pur soffrendo molto per la sua condizione, si impegna molto nel prendersi cura dell’uomo, tuttavia il suo pensiero è sempre rivolto all’anziana madre. La morte improvvisa del marito sconvolge completamente la vita di Okane e di sua madre, che si ritrovano costrette a lasciare la città in cui vivono per tornare nel loro paese di campagna d’origine, dove comprano un terreno e una piccola casa. Purtroppo, la reputazione di Okane presso gli abitanti del villaggio è terribile, uomini e donne la considerano una poco di buono, ma senza conoscere la sua triste storia e il sacrificio da lei compiuto per sostenere la propria famiglia. Emarginate dall’intera comunità e guardate con sospetto, Okane e sua madre vivono ai margini del paese, lontane dagli occhi degli abitanti e convinte di dover restare sole per sempre. Non molto tempo dopo, però, giunge al villaggio Seisaku (Takahiro Tamura), giovane soldato modello di ritorno dal servizio militare, la punta di diamante della piccola comunità di contadini. Il destino vorrà che Seisaku e Okane si incontrino per caso e che tra loro nasca un amore potente, capace di abbattere i confini sociali e culturali, ma allo stesso tempo di distruggere le loro vite: lui l’orgoglio del paese, lei la vergogna della comunità, in grado di trascinarlo con sé sul fondo in nome di un sentimento più grande di entrambi.

Masumura non ci pensa due volte a mettere al centro del suo film la questione dell’onore, del nome della famiglia presso la comunità, e lo fa in un modo potente, da regista che ha studiato attentamente anche il cinema italiano. Insieme c’è poi la forte critica al patriottismo e alla romanticizzazione della guerra che avevano colpito la cultura giapponese negli anni ‘40 e che Masumura conosceva molto bene. Il bersaglio principale restano gli abitanti del villaggio, colpevoli di aver rinunciato a creare una vera comunità di esseri umani, concentrati soltanto sui propri interessi, rinchiusi nella gabbia della loro mentalità e incapaci di aprire i loro cuori.

Il destino e la tragedia

Se c’è qualcosa che colpisce dritto al cuore in Seisaku’s Wife è il sentimento profondo e intenso che sembra accompagnare ogni singola scena, ogni movimento e ogni sguardo degli attori. Le lacrime scorrono, le voci si spezzano in grida disperate, mentre le mani si rendono complici di atti fuori da qualsiasi ragione. L’amore tra Seisaku e Okane è come un fiume in piena, esce dai suoi argini e procede sul suo percorso senza guardarsi intorno, senza curarsi delle convenzioni sociali o degli accordi di matrimonio tra famiglie benestanti. Per uno come Seisaku, Okane non avrebbe mai dovuto essere neanche un’opzione, invece diviene presto l’unico pensiero, l’unica donna in grado di fargli provare qualcosa di reale. Per Okane, Seisaku era irraggiungibile, portato sulle spalle dei cittadini come un trofeo mentre lei veniva calpestata e insultata. La passione tra i due protagonisti è travolgente, i due non riescono a smettere di guardarsi, di abbracciarsi, di tenersi stretti in attesa che il giovane soldato venga chiamato per la prossima missione. E quando arriva quel triste momento, Okane è talmente in preda all’istinto da finire per attaccare fisicamente l’uomo che ama, accecandolo ed escludendolo dal servizio militare.

Sono questi il sentimento e la passione che spingono alla violenza, la stessa “passione” che Masumura sceglie di criticare sotto forma di patriottismo militare, di orgoglio nel portare avanti una guerra e di andare a morire per il bene della patria. Seisaku è un Edipo Re atipico, che da uomo venerato quasi al pari di un dio viene immediatamente considerato la vergogna della comunità, accusato di aver progettato lui stesso l’aggressione per evitare di combattere per la patria. Il sentimento che lega Seisaku a Okane è responsabile della loro stessa rovina: mentre lei viene arrestata, lui perde completamente la sua reputazione di soldato modello, finendo per vivere nelle stesse condizioni di emarginato sociale in cui aveva vissuto Okane fino a poco tempo prima. Eppure, nonostante le loro vite siano irrimediabilmente cambiate, i loro sentimenti sono rimasti forti, il destino ha dato loro una passione impossibile da spegnere: quando Okane torna al villaggio, Seisaku posa le mani sul suo viso e quell’amore così potente torna a riempire i suoi occhi ciechi.

Renata Capanna,
Redattrice.