Dalla gen Z ai classici, quattro film nostalgici da recuperare durante le lunghe serate estive.

Gasoline Rainbow, Bill Ross, Turner Ross (2024)
Se la vostra estate ideale è quella vissuta alla giornata, senza aspettative né programmi, Gasoline Rainbow dei Ross Brothers potrebbe fare al caso vostro. Appena finito il liceo Makai (Makai Garza), Micah (Micah Bunch), Nathaly (Nathaly Garcia), Nichole (Nichole Dukes) e Tony (Tony Abuerto) partono da una cittadina sperduta nell’Oregon con l’unico proposito di guidare fino alla costa del Pacifico, a cinquecento miglia da casa. Una serie di incontri imprevisti trasforma la loro bravata giovanile in una vera e propria odissea. Nonostante la premessa non esattamente originale, questo film non è del tutto il coming of age che ci si aspetta. La struttura è frammentata, quasi inesistente: dopotutto i protagonisti si affacciano alla vita adulta per la prima volta e non è realistico che le illuminazioni sul proprio futuro arrivino in fretta. Si procede per tentativi e conversazioni che non sempre hanno un’utilità chiara, se non quella di intrattenere, godersi il momento. Gasoline Rainbow è una produzione indipendente sostenuta da MUBI, con un cast interamente non professionista; incarna tutte le caratteristiche del genere, ma lo fa con un linguaggio e un’estetica molto più contemporanei di quello a cui i teen movie, che solitamente guardano indietro di almeno un decennio, ci avevano abituati.

Pride, Matthew Warchus (2014)
Vincitore della Queer Palm a Cannes nel 2014, Pride di Matthew Warchus racconta la storia vera del movimento LGSM: Lesbians and Gays Support the Miners. L’idea fu di Mark Ashton (Ben Schnetzer), membro del partito comunista giovanile di Londra. Siamo nell’estate del 1984, durante il lungo sciopero con il quale i minatori britannici contestarono la chiusura delle attività imposta da Margaret Thatcher. Ashton decide di raccogliere fondi per sostenere l’Unione dei minatori come atto di solidarietà tra due comunità ugualmente oppresse, ma ottiene il supporto di solo sei compagne e compagni. Nello scetticismo generale, il gruppo si procura un pulmino sgangherato e parte alla volta di Onllwyn, Galles. Nonostante la gravità degli argomenti trattati il film mantiene un tono leggero e scanzonato, tra scandali sulla stampa locale e concerti da organizzare, sostenuto da una colonna sonora di tutto rispetto. Un feel good movie a tutti gli effetti per chi vuole recuperare un po’ di fiducia negli effetti concreti della solidarietà e dell’attivismo. Menzione doverosa a Andrew Scott nei panni dell’attivista gallese Gethin Roberts.

Licorice pizza, Paul Thomas Anderson (2021)
Un film che in realtà non ha bisogno di presentazioni dopo il meritato successo che ha avuto. Paul Thomas Anderson trasporta e immerge il suo pubblico nella California degli anni Settanta, con una storia tanto semplice quanto ben scritta: quella dell’improbabile amicizia tra Gary Valentine (Cooper Hoffman), un’adolescente dallo spiccato spirito imprenditoriale, e Alana Kane (Alana Haim) venticinquenne cronicamente insoddisfatta della propria vita. La performance di Alana Haim, che qui era al suo esordio sul grande schermo, è particolarmente degna di nota per la complessità di emozioni che riesce a trasmettere. Anche grazie a lei Licorice Pizza è un film denso di azione ma che non risulta essere mai frenetico, permettendo allo spettatore di cogliere a pieno ogni tappa delle peripezie dei protagonisti. Anche lo sfondo è curato nei minimi dettagli, dalla musica al contesto storico, con eventi come la crisi del gas che, pur non passando mai in primo piano, oscurano la leggerezza dell’atmosfera quel tanto che basta a darle spessore e realismo.

Dazed and confused, Richard Linklater (1993)
In Italia era uscito con il titolo La vita è un sogno. L’ambientazione è Austin, Texas, e l’intero film copre una sola giornata, l’ultimo giorno di scuola del 1976. Linklater riprende l’atmosfera e le tematiche di un altro cult del genere, American Graffiti (G.Lucas, 1973). Si tratta infatti di un racconto corale, punteggiato di molti cliché del teen movie: uno degli archi narrativi principali è quello che segue Randall Floyd (Jason London), la star della squadra di football, in conflitto con il coach, che decide di offrire la sua protezione a Mitch (Wiley Wiggins), una delle matricole vittima di bullismo. Tutto accade dentro al microcosmo formato dai compagni di scuola, in un lunghissimo presente che non lascia spazio ad altro e rende estremamente drammatico -quindi estremamente divertente per lo spettatore- ogni incontro e ogni dialogo.
Dazed and confused, oltre che un’ottima descrizione dello stato in cui amano trovarsi alcuni dei protagonisti, è una canzone dei Led Zeppelin, e qui la colonna sonora fa metà del lavoro. Lo scriviamo senza voler togliere nulla alla bravura del regista e del cast, nel quale troviamo anche Ben Affleck nei panni di uno dei bulli della scuola, Milla Jovovich e Matthew McConaughey.

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