Più di altre forme d’arte, il cinema assomiglia a una catena di montaggio: un insieme di mansioni, ciascuna affidata a una o più persone, che si uniscono per creare un prodotto finale. E una delle fasi della filiera, probabilmente la più importante assieme a quella delle riprese, è proprio quella del montaggio.
Lo ha dimostrato il regista Ejzenstejn coi suoi esperimenti: unire due immagini cinematografiche dona loro un senso inedito. Un montaggio ben fatto può fornire il giusto ritmo a una storia, connettere scene che altrimenti sembrerebbero slegate, creare nuovi significati simbolici. Allo stesso modo, invece, un montaggio mal fatto può rendere più difficile la lettura di una vicenda, o tradire completamente l’intento originale del regista.

A distanza di anni dall’uscita di un film, abbiamo assistito a casi di rimontaggi a opera di fan accaniti, associazioni culturali, o addirittura degli stessi autori. Queste operazioni hanno restituito valore ad opere fino ad allora ignorate o considerate di poco valore, o hanno dato allo spettatore una visione più aderente a quella originale, o addirittura una interamente nuova.
Nell’articolo di oggi, ci concentreremo su cinque casi in particolare.
Le Roi et l’Oiseau (1980)

La Bergère et le Ramoneur (“La pastorella e lo spazzacamino”) doveva essere la seconda collaborazione tra l’animatore Paul Grimault e il poeta Jacques Prévert e il primo lungometraggio animato francese. Ma quando il film uscì nel 1953, quella che il pubblico vide fu una versione completata senza il contributo dei suoi autori: ormai sforato il budget iniziale, la casa di produzione Gémeaux aveva portato a termine la lavorazione e montato il film senza Grimault e Prévert.
Nel 1967 il regista fu in grado di rimettere mano al girato e creare una versione della storia che fosse più vicina alla visione sua e di Prévert, il quale purtroppo morì prima di vederla completata. Per riflettere la nuova identità del progetto, il titolo cambiò in Le Roi et l’Oiseau (“Il Re e l’uccello”).
Più che di un nuovo montaggio, in questo caso si dovrebbe parlare di una ‘nuova creazione’, visto che diversi negativi originali d’epoca erano andati perduti. Purtuttavia, si riuscirono comunque ad utilizzare circa 42 minuti del primo film in questa nuova versione, lunga più o meno 87 minuti (La Bergère et le Ramoneur durava invece un’ora, all’incirca).
Molto più poetico e surreale rispetto alla prima versione, ad oggi Le Roi et l’Oiseau è considerato un caposaldo dell’animazione europea. Hayao Miyazaki non ha mai fatto mistero dell’influenza che ha avuto sulla sua arte, utilizzando il castello del Re come ispirazione per il castello di Cagliostro nel suo primo film omonimo.
Blade Runner: The Final Cut (2007)

Il capolavoro fantascientifico di Ridley Scott su un cacciatore di androidi (qui chiamati “replicanti”) in un distopico 2019 è diventato nel corso degli anni una pietra miliare del genere e un vero e proprio cult. Ma quando Blade Runner uscì al cinema nel 1982, lo fece in una versione decisamente diversa da quella che il regista aveva immaginato.
Dopo delle anteprime che ebbero riscontro negativo, i produttori chiesero e ottennero che al film fosse aggiunta una narrazione fuori campo del protagonista, Deckard, per spiegare meglio lo sviluppo della storia, oltre a un lieto fine posticcio in cui l’uomo riesce a scappare con successo con la sua amante, la replicante Rachel.
Già nel 1992, quando gli fu data la possibilità di creare una “director’s cut”, Scott eliminò la voce fuori campo e la scena finale, oltre ad aggiungere una sequenza che introduceva il dubbio che Deckard stesso fosse un replicante. Nel 2007, Scott ebbe modo di rivedere ulteriormente il montaggio, stavolta col completo controllo artistico della situazione.
Ad oggi questa versione, la cosiddetta ‘Final Cut’, è considerata quella “definitiva” per godere appieno della narrazione di Blade Runner come era stata inizialmente pensata.
Caligola: The Ultimate Cut (2023)

Il disordine ne ha accompagnato ogni fase della lavorazione, lo scandalo l’uscita nel 1979. Un destino perfettamente in linea con la fama del suo protagonista: il crudele imperatore romano Caligola.
Ripudiato dall’autore della sceneggiatura (lo scrittore Gore Vidal), dall’autore delle musiche e dallo stesso regista, lo sfarzoso Caligola di Tinto Brass fu montato su direzione del produttore Bob Guccione, direttore della rivista Penthouse, che interpolò al materiale girato da Brass delle scene di sesso non simulato girate a posteriori.
Il risultato finale, contenente materiale pornografico, fu tanto profittevole economicamente quanto scandaloso: ritirato e contestato in diversi cinema, generalmente detestato dai critici.
Nel corso degli anni, il film è stato rimontato in diverse versioni non contenenti le scene pornografiche e ha acquisito, in certi ambienti, il titolo di ‘cult’.

Nel 2023, il produttore Thomas Negovan ha presentato al Festival di Cannes una versione di Caligola più vicina al copione originale di Vidal, utilizzando materiale inedito ritrovato negli archivi della Penthouse. Questa versione, epurata del porno posticcio, dona al film un tono più cupo e reinserisce alcune sequenze, specialmente nel terzo atto, che rendono più chiara la parabola evolutiva di Caligola e la sua caduta nella pazzia.
Per onestà di cronaca, va segnalato che quest’operazione non è stata apprezzata da Brass, il quale da anni sta cercando di mettere le mani sul suo girato per poterlo rimontare. Tuttavia, l’ ‘Ultimate Cut’ di Negovan ha invece accolto il favore dell’attore protagonista Malcolm McDowell (Arancia Meccanica), il quale trova che questa nuova versione renda finalmente giustizia alla sua interpretazione del crudele imperatore.

The Thief and the Cobbler: Recobbled Cut (2006-)
Quando Richard Williams (direttore dell’animazione in Chi ha incastrato Roger Rabbit?) cominciò a lavorare negli anni ‘60 a The Thief and the Cobbler, un film animato ispirato alle atmosfere de Le mille e una notte, il suo scopo era realizzare il “miglior film d’animazione mai fatto”. Non poteva immaginare che, in preda alle sue manie di perfezionismo, sarebbe stato ancora impegnato nella lavorazione della propria magnum opus 30 anni dopo, come non poteva immaginare che ne avrebbe perso il controllo creativo.
Quando il film uscì, nel 1993, lo fece in una versione portata a termine sotto la direzione del produttore Fred Calvert. Nuove scene erano state create con un’animazione evidentemente inferiore agli standard elevatissimi di Williams, canzoni aggiunte per riproporre la formula Disney. Quando poi il film fu acquisito dalla Miramax per l’uscita nel Nord America, un ulteriore cambiamento andò a inficiare la visione artistica di Williams: i personaggi del ladro e del ciabattino, inizialmente muti, ora parlavano. Entrambe queste versioni furono un totale insuccesso critico e commerciale.

Nel corso degli anni, la bellezza dell’animazione nel film e la storia produttiva complicata hanno tuttavia attratto degli appassionati. Uno di questi, Garrett Gilchrist, decise di ricostruire la visione originale di Williams a partire da un primo montaggio provvisorio del regista: un miscuglio di animazioni completate, storyboard e animazioni a matita incompiute.
Gilchrist lavora dal 2006 alla cosiddetta “Recobbled Cut”, di cui ha rilasciato, nel corso degli anni, 5 versioni sul suo canale YouTube. Ognuna di queste contiene più materiale in alta definizione, sia grazie all’impegno di Gilchrist di migliorare digitalmente il girato pre-esistente sia grazie al contributo prezioso degli animatori del film che hanno fornito materiali inediti.
Williams, morto nel 2019, non ha mai visto questa versione di The Thief and the Cobbler, ma a quanto pare era consapevole del ruolo svolto da Gilchrist, tra gli altri, nel riabilitare il film, ora considerato un capolavoro incompiuto dell’animazione occidentale.

Fire walk with me: Teresa Banks and the Last Seven Days of Laura Palmer (2014)
La conclusione improvvisa della serie TV Twin Peaks, alla fine della seconda stagione, portò alla nascita di quello che doveva essere il primo progetto cinematografico dedicato a chiudere le vicende dell’agente Cooper nel surreale mondo creato da David Lynch e Mark Frost. Ma Fire Walk With Me (1992), dedicato agli ultimi giorni di vita di Laura Palmer, non fu apprezzato né dai fan della serie né dalla critica. Tale accoglienza stroncò sul nascere qualsiasi possibilità di girare altro materiale.
Col passare degli anni, il film fu rivalutato in positivo, tanto che nel 2014 il regista David Lynch rilasciò Twin Peaks: Missing Pieces proprio su richiesta dei fan. Questo film è costituito unicamente delle scene tagliate dal Fire Walk With Me in fase di montaggio.
Nello stesso anno, un fan conosciuto unicamente col nickname “Q2” ha montato una versione di Fire Walk With Me che reintegra quasi tutto il materiale tagliato all’interno del film stesso. Questa nuova versione, della durata di circa 210 minuti, si concentra maggiormente sulla cittadina di Twin Peaks nella sua interezza, non solo sulla vita familiare di Laura.

I fan di Twin Peaks apprezzeranno il coinvolgimento di (quasi) tutti i personaggi della serie TV, quelli di David Bowie della visione dell’intera sequenza dedicata all’agente Phillip Jeffries, interpretato dal cantante. Soprattutto, questo montaggio rende più chiare alcune dinamiche interne al film e al mondo di Twin Peaks, una vera e propria visione obbligata in vista della tanto attesa terza stagione della serie che avrebbe finalmente chiuso la storia di Laura Palmer precisamente “venticinque anni dopo”, nel 2017.

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