“It’s the most wonderful time of the year”, cantava Andy Williams nel 1963. Il periodo natalizio è, per alcune persone, quel momento in cui tornare bambini è più facile, un momento in cui la nostalgia si fa più intensa, in cui ci sforziamo di essere la versione migliore di noi stessi lasciandoci contagiare dallo spirito della festa. È il periodo dell’anno in cui mettiamo da parte noi stessi, ricordandoci che dare è più importante del ricevere, una lezione che troppo spesso viene dimenticata. E quale mezzo migliore, se non un film, per risvegliare questi ricordi? Come un profumo che all’improvviso ci riporta indietro nel tempo, le emozioni e le sensazioni che proviamo durante la visione di un film sono cristallizzate nel tempo, pronte a riaffiorare e a condurci in un momento speciale della nostra vita. A questo proposito, e solo dopo l’ennesima e rigorosa visione annuale di “Una Poltrona per Due”, ecco cinque consigli cinematografici perfetti per accompagnare la magia della notte di Natale.

The Family Man, 2000

Jack Campbell (Nicolas Cage) è un ricco uomo d’affari, presidente di un’importante azienda di Wall Street che vive una di vita di successo ma solitaria. A seguito di un misterioso incontro una vigilia di Natale, si risveglia in una realtà alternativa dove è sposato con la sua ex fidanzata Kate (Tea Leoni), ha due figli e lavora come venditore di pneumatici.

Il film, diretto da Brett Ratner, è una rivisitazione de “La Vita è Meravigliosa” rielaborata in un contesto contemporaneo e, come nel capolavoro di Frank Capra, troviamo un protagonista costretto a fare i conti con il peso delle scelte compiute e delle strade mai percorse. Il film spinge lo spettatore a riflettere sulla vacuità del semplice materialismo, sul prezzo del successo e sull’importanza dei legami umani. La seconda vita di Jack diventa un vero e proprio “e se…?”, un’occasione per rivalutare il suo passato, riflettendo sui rimpianti avendo però l’occasione di viverli in prima persona. Ma ciò che il film vuol comunicare più di ogni cosa è che, anche se non abbiamo il potere di cambiare il passato, possiamo però rivedere le nostre priorità in vista di un futuro migliore.

SOS Fantasmi (Scrooged), 1988

Reinterpretazione moderna del classico di Charles Dickens, “Canto di Natale”, il film, diretto da Richard Donner, trasporta la storia senza tempo di Ebenezer Scrooge nella New York degli anni ‘80

In questa versione, Scrooge diventa Frank Cross (un fenomenale Bill Murray), cinico e spietatissimo presidente di un’ importante emittente televisiva. Ossessionato dal successo personale e dal guadagno che ne consegue, Frank ha perso nel tempo ogni traccia di empatia e umanità.

 Il contesto moderno in cui viene trasposta l’opera di Dickens funziona alla perfezione, ogni elemento trova una nuova collocazione e nulla appare fuori posto.

L’essenza dell’opera originale, intrisa di toni cupi ed elementi orrorifici, rivive nella regia di Donner e nell’eccezionale trucco degli attori

La storia di redenzione di Frank Cross culmina in uno straordinario monologo in cui rompe la quarta parete rivolgendosi al pubblico della sua trasmissione (e, ovviamente, a noi). Il monologo è un inno al Natale, allo spirito profondo della festa. Un invito universale alla generosità e all’amore verso il prossimo, che arriva allo spettatore con una grande potenza emotiva, grazie soprattutto alla straordinaria prova di Bill Murray. 

“Christmas can happen every day! You’ve just got to want that feeling! And if you like it and you want it, you’ll get greedy for it! You’ll want it every day of your life, and it can happen to you! I believe in it now. I believe it’s gonna happen to me now. I’m ready for it!”

Un Natale da Charlie Brown (A Charlie Brown Christmas), 1965

Con il Natale alle porte, Charlie Brown è deluso nel vedere che tutti i suoi amici (Snoopy compreso) sembrano ridurre le feste ad una semplice questione di soldi e regali. Cercherà così di scoprire il vero significato del Natale. 

Primo speciale televisivo basato sulla striscia a fumetti Peanuts creata da Charles M. Schulz (qui anche sceneggiatore) e diretto da Bill Melendez, Un Natale da Charlie Brown critica tutti quegli aspetti del Natale legati all’estremo materialismo, come l’eccessiva decorazione, la corsa ai regali e l’estrema importanza data ad essi, e lo fa attraverso il desiderio del giovane protagonista di trovare qualcosa di più profondo e significativo. Lo troverà nella bellezza della semplicità, nell’apprezzare ciò che è autentico e nel valore dello stare insieme. Questi ideali sono simboleggiati nel piccolo e spoglio albero di Natale scelto da Charlie per la recita. Inizialmente deriso per il suo aspetto, l’albero si trasformerà in qualcosa di meraviglioso, acquisendo una nuova  forma e un ulteriore significato quando i suoi amici decidono di addobbarlo insieme a lui. “That’s what Christmas is all about, Charlie Brown”.

Meritevole di nota è anche la meravigliosa colonna sonora del Vince Guaraldi Trio, un delicato jazz che si incastra perfettamente con l’emotività della storia.

National Lampoon’s Christmas Vacation, 1989

Diretto da Jeremiah S. Chechik e scritto da John Hughes, il film è basato su un racconto dello stesso Hughes, pubblicato sulla rivista americana National Lampoon’s. Si tratta del terzo capitolo della celebre saga “Vacation”.

Clark Griswold (Chevy Chase) è un padre di famiglia determinato a organizzare il Natale perfetto, ma si troverà ostacolato praticamente da ogni cosa. Le sue esagerate aspettative si trasformeranno di continuo in disastri e delusioni, dando vita a intere sequenze di scene slapstick che ironizzano sul consumismo e sulle tensioni tipiche del periodo natalizio. Tra imprevisti, come l’albero che prende fuoco o il tacchino della vigilia ridotto ad un guscio secco, e pressioni economiche e lavorative legate alla tanto attesa tredicesima, Clark affronta una vera e propria prova di resistenza…

Tuttavia, nonostante le difficoltà, Clark non perde mai del tutto la speranza e arriverà a capire come la ricerca ossessiva della perfezione non è ciò che rende unico il Natale, quanto piuttosto il tempo trascorso assieme ai propri cari, anche quando tutto sembra andare storto.

“It’s the Christmas star. And that’s all that matters tonight. Not bonuses or gifts or turkeys or trees. See, kids… It means something different to everybody. Now I know what it means to me”.

La vita è meravigliosa (It’s A Wonderful Life), 1946

Unanimemente considerato il miglior film di Natale di tutti i tempi, il film di Frank Capra non ha bisogno di troppe presentazioni. 

George Bailey (James Stewart), cresciuto a Bedford Falls con il sogno di esplorare il mondo, è costretto da adulto a sacrificare le proprie aspirazioni per gestire la società di credito immobiliare del padre e aiutare il prossimo. Una vigilia di Natale, sopraffatto dalla disperazione, è sul punto di suicidarsi, finché l’angelo custode Clarence (Henry Travers) non interviene per mostrargli come sarebbe stata la città se lui non fosse mai nato.

I temi toccati dal film sono universali e senza tempo, come l’importanza fondamentale della comunità e della solidarietà, oltre all’idea che ogni vita, anche la più apparentemente ordinaria, possa avere un impatto estremamente significativo sulle altre. George Bailey è l’incarnazione di questi principi: dedica la sua esistenza a soddisfare i bisogni delle persone che lo circondano, sacrificando i propri sogni e le proprie ambizioni. È la personificazione del bene che si oppone diametralmente alla figura di Mr. Potter (Lionel Barrymore), simbolo dell’avidità e dell’egoismo, sempre pronto a lucrare sulle difficoltà altrui per il proprio tornaconto. I sacrifici di George trovano però il loro giusto riconoscimento. L’intervento di Clarence gli rivela come la sua vita abbia migliorato quella di un’intera comunità e come, senza di lui, Bedford Falls sarebbe caduta nell’oscuro dominio di Potter. Questa consapevolezza dà a George una nuova prospettiva: ogni gesto, ogni scelta, ogni rinuncia che ha fatto per gli altri ha avuto un impatto immenso. E quando George si trova nel momento di maggiore difficoltà, sono proprio le persone che ha aiutato a unirsi per sostenerlo. “A toast to my big brother George, the richest man in town!”

La regia di Frank Capra infonde al film grande calore e sincerità e un magistrale James Stewart dà vita ad uno dei personaggi più umani e indimenticabili della Hollywood classica. Accanto a lui, la grande performance di Donna Reed, intensa e commovente, illumina lo schermo ogni volta che si trova in scena. 

Ognuno di noi ha i propri film di Natale del cuore, quei classici la cui visione annuale è imprescindibile. Quelli che vi abbiamo proposto sono solo suggerimenti, storie che, a nostro avviso, riescono a racchiudere lo spirito profondo della festività. In ogni caso, qualunque film si scelga, o anche se non se ne scelga nessuno, ciò che conta davvero è vivere questo periodo nel miglior modo possibile, godendosi il tempo con chi ci sta accanto e ricordando coloro che, invece, non sono più con noi.

Buon Natale da tutta la Redazione di Frames Cinema!

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Simone Pagano,
Redattore.