La Finestra sul Luna Park, Til We Meet Again e Yi Yi
Nono e Ultimo giorno di film in 16mm, perle Ritrovate in giro per il mondo, film concerto, ospiti da tutto il mondo, caldo asfissiante e posti a sedere in Piazza Maggiore due ore prima dell’inizio della proiezione. Bentornati al Cinema Ritrovato
La Finestra sul Luna Park, di Luigi Comencini (Italia, Francia, 1957) – Prima la Vita! Il Cinema di Luigi Comencini
Aldo è un emigrato italiano in Africa, torna in Italia in seguito alla morte della moglie e si trova in una situazione a lui aliena. Suo figlio Mario lo considera un estraneo e di fatto sente come figura paterna Righetto, un povero disgraziato amico di famiglia. Tanto Aldo (Gastone Renzelli) è duro, imperioso e irascibile, tanto Righetto (Pierre Trabaud) è buono, mite e disposto al sacrificio.
Il film ci racconta un’Italia in cambiamento, pronta a tuffarsi nel benessere della modernità sapendo ciò che si deve lasciare indietro (le convinzioni dei più anziani sull’inutilità della scuola), cosa deve mantenere (una certa coesione nei rapporti) e cosa acquisire ( in questo film si vedono uomini che capiscono l’inutilità dello schiaffo e della voce urlante). Comencini sperava, forse ingenuamente, in una Italia gentile.
Nel corto documentario Bambini in Città vediamo una richiesta gentile di Comencini, di creare un ambiente il più dolce e accogliente possibile per i bambini, anche nei nuovi centri in espansione.

L’Estrema Rinuncia (Til We Meet Again), di Frank Borzage (USA, 1944) – Ritrovati e Restaurati
Come Lifeboat il nostro primo giorno, vediamo un altro film realizzato da un grande regista in piena Seconda Guerra Mondiale.
In un villaggio della Francia occupata una giovane suora aiuta un soldato americano a fuggire dai tedeschi. I due devono fingersi sposati, forse si innamorano ma lui è fedele a sua moglie e lei al suo credo.
La tragedia è sempre dietro l’angolo, e nasce spesso dalla fatalità. I tedeschi sono sempre più idioti, arroganti e crudeli, i francesi (a cui serviva dare molta fiducia) riescono in un modo o nell’altro a redimersi quando sbagliano (i collaborazionisti si pentono, gli ingenui capiscono e i codardi prendono coraggio). I due protagonisti mancano di quel carisma divistico di molti loro contemporanei, e sentiti davvero molto il peso del tempo, ma resta un bel documento.

Yi Yi – E uno… e due… (Yi Yi), di Edward Yang (Taiwan, Giappone, 2000) – Ritrovati e Restaurati
La nostra ultima sera del festival non ci vede in Piazza Maggiore per (ri)guardare La Zona di Interesse presentato da Jonathan Glazer, preferiamo scoprire il dramma di una famiglia medioborghese a Taiwan. Insoddisfazioni lavorative, senso di colpa nei confronti dei genitori ormai alla fine della loro vita o verso i figli inascoltati, vecchi amori che tornano o che vengono ricercati, nuove possibilità di cambiare la propria vita in senso imprenditoriale o spirituale. E in generale, tanta tanta disillusione. Il tutto con una fotografia perfetta, un utilizzo della scenografia sensazionale e uno dei migliori utilizzi del rosso della storia del cinema.
Il nostro festival si conclude qui, attendendo però i nuovi appuntamenti in piazza del Cinena Sotto le Stelle bolognese che vedrà ospiti tra gli altri Jim Jarmusch, Brady Corbet e Wes Anderson.

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