È tempo di tornare nelle Terre Desolate, George Miller ci porta a conoscere tutta la storia dell’Imperatrice Furiosa. Prequel/spin-off dell’acclamato Mad Max: Fury Road (uscito ormai quasi dieci anni fa), Furiosa – A Mad Max Saga è senza dubbio uno dei film più attesi e più chiacchierati dell’anno. Avrà retto le aspettative e il confronto con il precedente capolavoro? Raccogliete tutta l’acqua che potete e fatevi coraggio, nelle Wastelands ne avrete bisogno!
Furiosa, “il quinto Cavaliere dell’Apocalisse”
Nel bel mezzo dei deserti di una Australia post-apocalittica, sorge un piccolo paradiso in cui l’acqua non manca, gli alberi danno frutti succosi e l’erba cresce fresca: è qui, nel Luogo Verde, che vive la piccola Furiosa (Alyla Browne), in un paradiso da tenere segreto a ogni costo. Nel tentativo di allontanare alcuni motociclisti minacciosamente vicini, Furiosa viene rapita e fatta prigioniera dal Signore della Guerra Dementus (Chris Hemsworth); a nulla servirà il tentativo della madre di salvarla e riportarla a casa, anzi la donna verrà catturata e uccisa davanti agli occhi della figlia. Ormai proprietà del folle Dementus, Furiosa segue la sua orda di “migliaia bastardi fuori di testa” fino alla Cittadella, uno degli avamposti delle Terre Desolate. Il leader del luogo, Immortan Joe (Lachy Hulme), vuole la giovane ragazza per sé: quando crescerà sarà una delle sue numerose mogli; ma Furiosa non ha intenzione di piegarsi, si taglia tutti i capelli e si traveste da ragazzo per lavorare come meccanico alla costruzione della Blindocisterna, un enorme veicolo per il trasporto di merci. Divenuta una giovane donna con un coraggio e una freddezza fuori dal comune, Furiosa (Anya Taylor-Joy) continua a covare un profondo odio nei confronti di Dementus, forse più profondo del suo desiderio di tornare a casa. Presto i loro cammini si incroceranno di nuovo, e come in ogni perfetto rapporto eroe-antagonista, scopriranno di avere tanto che li unisce e li rende simili, così come tanto altro che li rende profondamente diversi.

Più attenzione alla scrittura
Anche grazie all’interpretazione di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road, il personaggio di Furiosa ha conquistato pubblico e critica, era dunque inevitabile che un film sulla sua storia creasse un certo livello di aspettativa. George Miller si prende il tempo necessario per farci conoscere Furiosa prima di diventare Imperatrice: si potrebbe dire che schiaccia meno il piede sull’acceleratore rispetto al precedente capitolo della saga. Anya Taylor-Joy è un’interprete fantastica per la nostra protagonista, si trova perfettamente a suo agio nel personaggio e non ha difficoltà a esprimere il suo profondo dolore che spesso si traduce in una rabbia travolgente e impossibile da fermare. Si vede l’enorme lavoro dell’attrice nel riprendere il più possibile l’immagine di Furiosa diventata iconica grazie a Charlize Theron: in alcune delle scene più di impatto del film, il linguaggio del corpo e la recitazione di Anya Taylor-Joy ricordano e omaggiano la Theron in modo impeccabile. Una piacevole sorpresa Chris Hemsworth, che nei panni di Dementus dà il meglio di sé: prova che i personaggi sopra le righe sono il suo forte, se accompagnati da una buona scrittura che non li rende eccessivi. Dementus è senza scrupoli, ma anche un codardo, così pieno di sé da risultare quasi comico; ciò non impedisce allo spettatore di detestarlo, ma rimane anche affascinato dalla biga trainata da tre motociclette che usa come mezzo di trasporto.
Come già accennato, in Furiosa Miller decide di premere un po’ di più sul freno e concentrarsi maggiormente sulla scrittura dei personaggi, sicuramente per approfondire la protagonista ma anche per gettare uno sguardo nuovo su alcune figure che già avevamo conosciuto. Ma state tranquilli, di scene d’azione spettacolari ne abbiamo in abbondanza!

Due ore e mezzo?
Se andrete al cinema aspettandovi un bel po’ di scontri e inseguimenti nelle Terre Desolate, allora non rimarrete delusi: le scene d’azione, lunghe, dettagliate e girate meravigliosamente, vi terranno incollati alla poltroncina e giunti alla fine, forse, non vi sarete neanche accorti dei quasi 150 minuti di durata.
Furiosa si rivolge necessariamente al passato, ma alla fine dei conti rivela uno sguardo al futuro e una modernità non indifferente. La regia dinamica di Miller ci regala delle scene d’azione spettacolari e mai noiose, trascinando il film fino ai suoi limiti ma senza mai farglieli superare. Merito anche e sicuramente di molti dei membri della crew di Fury Road che sono tornati a collaborare con il regista, come la montatrice Margaret Sixel e lo scenografo Colin Gibson. Certo, il confronto con il capitolo precedente della saga è inevitabile e non sempre impeccabile, ma a Furiosa non serve essere perfetto per riuscire nel suo intento: intrattenere, farci scoprire una storia mai raccontata prima, e magari tenere alta l’attenzione per il prossimo Mad Max: The Wasteland, sequel diretto di Fury Road.
La visione di Furiosa è un’esperienza adrenalinica che vi travolgerà e vi terrà col fiato sospeso fino alla fine, il nostro consiglio più grande è sicuramente di andare a vederlo in sala. Dalla poltroncina vi troverete in un attimo a percorrere le Terre Desolate, e allora sì che vi servirà una bella dose di coraggio!


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