Di questi tempi recensire un film Marvel è più un onere che un onore. Deadpool & Wolverine, trentennesimo film dei Marvel Studios uscito nei cinema italiani il 24 luglio 2024, non rappresenta la tanto agognata rinascita del cinecomic, ma si difende comunque meglio dei colleghi usciti recentemente: forse l’idea del mega producer Marvel Kevin Feige di rallentare la raffica di film e serie tv annuali sta portando i primi risultati.

Disclaimer: il film contiene molti camei, che non saranno rivelati nell’articolo per evitare spoiler, ma non fingeremo che il film non li contenga. Tanto Ryan Reynolds li ha già spoilerati tutti su Instagram.

Il Multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco 

Deadpool & Wolverine è il primo film sul mercenario chiacchierone incluso nel Marvel Cinematic Universe, e più genericamente il primo capitolo a inserire dei protagonisti provenienti dal franchise Marvel/Fox dall’acquisizione della compagnia madre da parte della Disney. La sinossi ci dice solamente che per Wade Wilson i giorni da Deadpool sono finiti, finché non si trova a dover affrontare una minaccia esistenziale, per cui si farà aiutare da un riluttante Wolverine.

Una cosa del genere – includere un X-Men importante come Wolverine in un altro film – non era stata tentata nell’universo Fox, e non avrebbe comunque potuto farsi per ragioni di coerenza. Ma ai Marvel Studios la coerenza non interessa più, tanto il Multiverso giustifica qualsiasi cosa (anche fornire una nuova identità a Robert Downey Jr.). Ecco quindi un film che non è propriamente un sequel di Deadpool 1 e 2, ma più che altro un episodio a sé stante che ignora personaggi e universo precedente della trilogia per uscire dai binari e giocare con la legacy degli X-Men

La buona notizia è che lo fa bene: i personaggi dimenticati negli anni ottengono “il loro finale”, le varianti di Wolverine sono accurate rispetto ai fumetti e ben riuscite, e finalmente vediamo Hugh Jackman con il costume giallo addosso. Più che un film del MCU, Deadpool & Wolverine segna la pietra tombale dell’universo Fox come lo conoscevamo, similmente a quanto aveva fatto The Flash in casa DC (nota bene: Deadpool & Wolverine è riuscito decisamente meglio di The Flash).

Per quanto riguarda il MCU, Deadpool & Wolverine ci si innesta in una maniera strana, andando a riprendere alcuni dettagli da Loki anticipati dal trailer e poco altro, e non è chiaro dove andrà a parare in futuro. In ogni caso, si inserisce nel filone dei film sul Multiverso classificandosi come uno dei migliori prodotti post-Endgame, anche se calca un po’ troppo la mano sui camei fini a se stessi come i precedenti Spider-Man: No Way Home e Doctor Strange nel Multiverso della Follia.

You’re the One That I Want

“Che cosa c’è dentro la testa di Ryan Reynolds?” Questa è la domanda che devono essersi posti gli sceneggiatori mettendo insieme la trama di Deadpool & Wolverine, e se questo film funziona è proprio merito dell’attore canadese e della sua grande intesa – dentro e fuori dallo schermo – con l’amico Hugh Jackman: è loro il merito di aver letteralmente riesumato “quel canguraccio peloso” di Wolverine morto con onore in Logan e averlo riportato in sala (facendogli firmare altri contratti “fino a novant’anni”).

Al di là degli spassosi camei, è proprio il dinamico duo con i suoi continui battibecchi che tiene il ritmo di un film che più di una volta a un nesso logico preferisce un pirotecnico combattimento che non esclude nessuno: Deadpool contro i cattivi, Deadpool contro Wolverine, Deadpool contro altri Deadpool (tra l’altro è un peccato che alcuni simpatici camei vocali dell’esercito di Deadpool si perdano nella versione doppiata). 

Ci pensa la colonna sonora pop e incisiva (come tradizione di Deadpool) a movimentare le scene d’azione: dai titoli di testa con Bye Bye Bye degli NSYNC (che si sedimenta nella legacy X-Men dopo essere già apparsa in X-Men 2) all’epico combattimento finale con Like a Prayer di Madonna, passando per gli esilaranti effetti stranianti di Grease, Avril Lavigne e addirittura una delle canzoni di The Greatest Showman cantata da Hugh Jackman. Alla fine però è la commovente Good Riddance (Time Of Your Life) dei Green Day a chiudere il film e la parabola degli X-Men.

Conclusioni

Nel momento in cui si scrive questa recensione Deadpool & Wolverine ha già raggiunto il miliardo di dollari di incasso, e non c’è da stupirsi che l’unico film MCU in uscita in sala nel 2024 abbia tagliato questo traguardo, a maggior ragione considerata la quantità di fan che il titolo richiama. La ciliegina sulla torta del marketing l’ha messa Ryan Reynolds cominciando a rivelare tutti gli attori coinvolti nel cast ancor prima che il film uscisse.

Deadpool & Wolverine non è un capolavoro, ma è sicuramente un buon film, qualsiasi sia il fandom da cui proviene la sua audience: i fan del MCU troveranno una ventata di aria fresca dopo un periodo di magra, e quelli di Deadpool rivedranno il loro mercenario chiacchierone dopo anni di attesa. Agli spettatori degli X-Men – e più in generale ai lettori dei fumetti – scenderà probabilmente una lacrimuccia nel dare il definitivo addio ai loro paladini, ma se c’è una cosa che i Marvel Studios ci hanno insegnato di recente con il casting di Robert Downey Jr. nei panni del Doctor Doom, è che tutti possono tornare.

It’s something unpredictable

But in the end, it’s right

I hope you had the time of your life

Enrico Borghesio
Enrico Borghesio,
Redattore.