La Donna del Giorno, La Presa di Roma, La Regina d’Africa e Cinque Pezzi Facili

Quinto giorno di film in 16mm, perle Ritrovate in giro per il mondo, film concerto, ospiti da tutto il mondo, caldo asfissiante e posti a sedere in Piazza Maggiore due ore prima dell’inizio della proiezione. Bentornati al Cinema Ritrovato.

La Donna del Giorno (Woman of the Year), di George Stevens (USA, 1942) – Katharine Hepburn: Femminista, Acrobata e Amante

Tess Harding è una giornalista politica internazionale, celebre, acclamata, estremamente colta e in un ruolo solitamente riservato agli uomini. Sam Craig (Spencer Tracy) è una giornalista sportivo, più rude e sanguigno ma per niente stupido. I due si piacciono e si sposano in fretta nonostante Tess sembra non sapere nemmeno cosa significhi essere moglie (soprattutto nell’epoca). La sceneggiatura premiata con l’Oscar è stata scritta da Ring Lardner Jr. insieme a Michael Kanin ispirandosi ai suoi genitori. Tess è innamorata ma il suo lavoro che è stata la sua vita fin da bambina permea ogni secondo della sua vita, Sam è un maschio incredibilmente capace di comunicare per gli standard dell’epoca. Passiamo da dei meravigliosi dialoghi di coppia disfunzionale a un finale muto e lunghissimo quasi da cartone di Donald Duck. La prima collaborazione tra i due divi è estremamente audace e cinica nonostante alcuni aspetti possano sembrare reazionari, con la Donna indipendente che alla fine si piega ad un marito sicuramente più di larghe vedute di quanto sembri. Sotto questa scorza di restaurazione, troviamo però un sapore moderno e singolare, grazie al genio di George Stevens.

1905: Tra Luci e OmbreIl Secolo del Cinema: 1905

In uno dei programmi più variegati di questo festival spaziamo tra Stati Uniti, Francia e Italia con accompagnamento al pianoforte di Stephen Home.

In Interior New York Subway, 14th Street to 42nd Street, accompagnato da un testo di Mark Twain letto da Jay Weissberg, troviamo una primordiale sinfonia visiva sulle metropolitane della Grande Mela, mentre in The White Caps troviamo una durissima immagine di un’America razzista. Tema dominante della proiezione è tuttavia l’anticlericalismo, dalla farsa de Fâcheuse Méprises e What the Curate Really Did alla rappresentazione storica de Les Martyrs de l’Inquisition, passando per la satira di La Confession. Ciliegina sulla torta è la presenza in programma de La Presa di Roma, di Filoteo Alberini, primo cortometraggio narrativo della Storia d’Italia, con una minuziosa ricostruzione storica presentata da Giovanni Lasi.

La Regina d’Africa (The African Queen), di John Huston (USA, 1951) – Katharine Hepburn: Femminista, Acrobata e Amante

Presentato dalla segretaria di edizione del film Angela Allen, novantaseienne in pienissima forma a cui è dedicato un documentario in fase di realizzazione (ci è stata presentata una gradevole preview), La Regina d’Africa rappresenta una delle più grandi decostruzioni della figura divistica. Katharine Hepburn è Rose Sayer, una missionaria inglese in Africa durante la Prima Guerra Mondiale che perde il fratello a causa di un attacco dei tedeschi, con l’aiuto del marinaio Charlie Allnut (Humprey Bogart) risalire il fiume Ulanga per fare saltare in aria la nave tedesca. Se la veste rude, sporca e selvaggia poteva essere quasi calzabile per un non più giovanissimo Bogart, lontano dell’affascinante divo col Fedora che è sempre stato, è sempre sconvolgente vedere la Hepburn in veste di elegante terrorista vendicativa.

Cinque Pezzi Facili (Five Easy Pieces), di Bob Rafelson (USA, 1970) – Ritrovati e Restaurati

Robert Dupea (Jack Nicholson), è un operaio in una piattaforma petrolifera. Non il migliore dei mariti, non il migliore degli uomini. La notizia della malattia del padre lo fa tornare dalla sua famiglia di colti e raffinati musicisti. Nicholson interpreta un uomo che è impossibile stimare (chi lo avrebbe mai detto), che fugge da un contesto conformista per viverne uno non certo più libero, con altrettante bugie e meno bellezza. Non può imparare nulla dalle sue esperienze,  continuerà a mentire e scappare verso un futuro con meno dignità del suo passato.

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Nicolò Cretaro,
Redattore.